Mediterranea

Lo spazio bianco dell’attesa

 

“Lo spazio bianco” è l’ultimo film di Francesca Comencini, regista e sceneggiatrice sempre capace di stupire e di mettersi in discussione.
Il suo debutto sul grande schermo risale all’oramai lontano 1984 quando, nel film “Pianoforte”, ha saputo trattare con eleganza e delicatezza un tema ruvido e drammatico come quello della tossicodipendenza e dell’amore impossibile tra due ragazzi che al di fuori dell'universo totalizzante della siringa non riescono a dar forma ed espressione ai loro sentimenti. Sembra dunque avviata al così detto “melodramma intimista” quando nel 2001 realizza “Le parole di mio padre”, film  tratto da due capitoli de "La coscienza di Zeno", con il quale si mette abilmente alla prova nel delicato ambito del cinema letterario. Non facciamo in tempo ad abituarci a questa sua nuova veste, che la regista Comencini ci stupisce con un documentario sulla contestazione contro il G8 di Genova del 2001 e sulle ultime ore di vita di Carlo Giuliani, ragazzo ucciso durante gli scontri. Nel 2003, con l’aiuto di una straordinaria Nicoletta Braschi, affronta uno scottante e delicato tema sociale: il mobbing nell’ambiente di lavoro e i suoi pesanti effetti psicofisici. Il desiderio di sperimentazione, che da sempre anima Francesca Comencini, non si esaurisce qui e nel film successivo, dal titolo “A casa nostra”, la regista continua a puntare il suo sguardo attento e severo verso le storture e i perversi meccanismi della nostra società, sperimentando per la prima volta il cinema corale con una vicenda in cui s'intrecciano le microstorie di numerosi personaggi. 
Ora, questa regista così cangiante e poliedrica torna sul grande schermo e abbandona la coralità per trattare una tematica privata ed intima con “Lo spazio bianco”, un film incentrato su un personaggio sfaccettato e multiforme, magistralmente  interpretato da Margherita Buy.
Maria, la protagonista di questa storia struggente tratta dall’omonimo libro di Valeria Parrella, è una donna di 42 anni che vive sola e insegna alle scuole serali a Napoli.
Tra una confidenza all’amico Fabrizio e un ballo in discoteca, Maria trascorre i pomeriggi nello spazio buio di una sala cinematografica. È qui che incontra Pietro, un uomo già padre. I due si frequentano, hanno una relazione e Maria rimane incinta ma, appresa la notizia, Pietro si tira indietro; ha già un figlio e non vuole altre responsabilità.
Inizia così l’avventura di Maria, una donna determinata e battagliera che decide di portare avanti la gravidanza da sola, sola come è sempre stata.
Tutto sembra procedere normalmente quando, al sesto mese di gravidanza, la bambina nasce prematura ed entra nello spazio bianco di un’asettica incubatrice, in bilico tra la vita e la morte.
Maria dovrà affrontare il calvario dell’attesa completamente da sola, in un tempo interrotto, spezzato, senza più né direzione né senso.
La donna si rinchiuderà in una sorta di apnea, in una volontaria esclusione dal mondo mentre tutti intorno a lei – allievi, amici, una giudice sotto scorta, un medico amoroso – provano a scuoterla da quel limbo snervante, da quell’isolamento insostenibile.
Come ha affermato la stessa Francesca Comencini durante la conferenza stampa di presentazione del film al Festival di Venezia, “Lo spazio bianco” è il ritratto di un personaggio meraviglioso, attraverso il quale la regista ha avuto la possibilità di raccontare i quarant’anni di una donna che “a volte si sente una ragazzina, a volte si sente molto vecchia ed è una sintesi di varie età ma non è mai quello che ci si aspetta da lei, una donna di 42 anni”.
In quest’ultimo film Francesca Comencini riesce ad affrontare un tema delicato e doloroso con un equilibrio e un’armonia straordinari, affidando il ruolo principale ad un’attrice d’eccellenza come Margherita Buy, capace di esprimere in modo intenso ogni tipo di emozione, dalla paura all’amore, dallo smarrimento alla speranza.
Un film da vedere per entrare in uno spazio sospeso nel tempo, uno spazio bianco nel quale perdersi, commuoversi e riflettere.

 

Linda Fratoni

Lo spazio bianco
Titolo originale
Lo spazio bianco
Nazione
Italia 2009
Genere

Drammatico

Durata
98 min
Regia
Francesca Comencini
Cast

Margherita Buy, Gaetano Bruno, Giovanni Ludeno, Antonia Truppo, Guido Caprino

Trama:

Maria aspetta una bambina, non è  incinta più ma aspetta lo stesso. Aspetta che sua figlia nasca, o muoia. E se c’è una cosa che Maria non sa fare è aspettare. E’ per questo che i tre mesi che deve affrontare, sola, nell’attesa che sua figlia Irene esca dall’incubatrice, la colgono impreparata. Abituata a fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze e a decidere con piena autonomia della propria vita, Maria si costringe ad un’ apnea passiva che esclude il mondo intero, si imprigiona nello spazio bianco dell’attesa. Ma questo sforzo di isolamento doloroso consuma anche l’ultimo filo di energia a disposizione: la bolla di solitudine in cui Maria si è rinchiusa è messa a dura prova e alla fine esplode. E’ necessario che Maria salvi se stessa per riuscire a salvare la bambina. Non c’è che una soluzione: consentire al mondo di irrompere nella propria esistenza e concedersi il privilegio di ritornare a vivere. E così inventarsi la forza per accompagnare Irene alla nascita.

 
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RC- 11/12 - Anno III 7 novembre 2009

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