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San Vitale

San Vitale ha origini antichissime; sorge infatti sul luogo dove, intorno al 350 d.C., fu eretto un oratorio dedicato ai martiri Gervasio e Protasio, figli di San Vitale.

Come  tante chiese di Roma, la chiesa di San Vitale ha avuto una vita travagliata. Alla fine del IV secolo, grazie a un lascito, l’oratorio fu trasformato in basilica a tre navate e, alla fine del V secolo, prese il nome di “Titulus Sancti Vitalis”. Durante tutto il medioevo fu costantemente restaurata, ciò non di meno Papa Sisto IV e dopo di lui Clemente VIII la rifecero da capo e da tre navate la ridussero ad una, come oggi la vediamo. Infine, a causa della costruzione di via Nazionale e del relativo innalzamento del piano stradale, a fine ottocento fu messa in opera la scalinata che porta alla chiesa. Ma i suoi travagli non erano finiti perché nel 1883 fu inaugurato il Palazzo delle Esposizioni, che con la sua mole incombe minaccioso su di essa.

Si entra in chiesa attraversando un antico portico. L’interno ha una severa maestosità, alla quale ben si adegua il bel soffitto ligneo di metà ‘800. Alle pareti vediamo gli altari conservati dalla chiesa originaria. Notevole la decorazione delle pareti con affreschi di Ligustri e Comodo, inquadrati da finte colonne di eccellente fattura.

Nel transetto Ciampelli ha dipinto la lapidazione ed il martirio di San Vitale. Le rappresentazioni del martiriologio dei santi, che ci possono apparire inutilmente macabre, avevano un significato didattico, rivolte com’erano ai giovani sacerdoti e soprattutto ai missionari. In tale contesto va ricordato che San Vitale era collegata a Sant’Andrea al Quirinale, sede del noviziato dei Gesuiti.
Concludendo possiamo dire che se il periodo umbertino ha fatto non pochi (tanti!), danni, S. Vitale ne ha tratto un modesto vantaggio; infatti, infossata com’è e quasi invisibile, è una inattesa oasi di pace, avulsa dal caotico traffico che la sovrasta.

settembre 2011

 

 

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