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RESTAURI AL QUIRINALE


Dalla metà di Ottobre coloro che prendono parte alla visita domenicale del Quirinale hanno il piacere di apprezzare il recentissimo restauro che ha restituito, sia pure parzialmente, la godibilità della Galleria di Alessandro VII. Il Palazzo del Quirinale è un edificio composto di varie parti costruite nel corso del tempo: Manica Lunga, Palazzina della Cifra, Coffee House nei giardini, Fontana dell’Organo. Iniziarono a fine ‘500 Gregorio XIII e Sisto V che ne fecero la dimora estiva dei Papi divenuta poi sede abituale nel corso del ‘600 quando vi furono effettuati grandi lavori di ampliamento e decorazione per opera di famosi architetti ed artisti; ulteriori interventi si ebbero nel ‘700 e poi all’inizio dell’800 per poter ospitare Napoleone, che peraltro non vi abitò mai, ed infine, dopo la caduta del potere temporale dei Papi, allorché il Palazzo divenne sede ufficiale della dinastia Savoia. Dal 1948 ospita il Presidente della Repubblica. La Galleria da poco restaurata era un grande locale, mt 70x9, usato come corridoio all’epoca di Sisto V che a metà ‘600 Papa Alessandro VII Chigi fece trasformare in un elegante immenso salone decorato a cura di Pietro da Cortona e di suoi  collaboratori quali Baldi, Dughet, Miel, Mola, Maratta; la Galleria aveva finestre su tutti e due i lati lunghi e alle pareti si allineavano a coppie colonne dipinte intervallate da vegetazione dando l’immagine di una sorta di portico in un giardino. In basso tra le colonne erano dipinti monocromi ed in alto tredici quadri di grandi dimensioni con episodi del Vecchio Testamento terminanti con l’Annunciazione e la Natività ricordavano che si trattava della dimora di un Pontefice. Durante il periodo dell’occupazione francese di Roma, 1809/1814, il palazzo venne destinato a sede di rappresentanza di Napoleone e della moglie Maria Luigia e ad opera dell’architetto Stern modificato per la nuova destinazione d’uso. Inserita negli appartamenti dell’imperatrice la Galleria fu tramezzata e divisa in tre locali, poi noti come Sala Gialla, Sala di Augusto, Sala degli Ambasciatori, e rivestita di  parati, furono chiuse e tamponate le finestre dal lato del cortile. I Papi tra il 1815 e il 1870 e successivamente i Savoia  intervennero aggiungendo ulteriori decorazioni di tipo ottocentesco. Si sapeva della preesistente decorazione cortonesca essendo conosciuti alcuni disegni del pittore ma si ignorava se ancora esistesse finché nel corso di interventi manutentivi iniziati alla fine del secolo scorso si scoprì che la pittura sottostante era ancora praticamente intatta e la si rimise in luce nella Sala di Augusto e in quella degli Ambasciatori riscoprendo il colonnato del Cortona, i monocromi rappresentanti la Chiesa di Santa Maria della Pace e la Porta del Popolo, imprese costruttive di Papa Alessandro, riaprendo le finestre con gli sguinci decorati da monocromi e ritrovando i resti del pavimento seicentesco in cotto ed anche due imposte in legno con lo stemma di un papa del ‘700. Si è passati poi alla Sala Gialla, cosi chiamata per il colore della tappezzeria, il cui restauro è stato finanziato dalla Fondazione Bracco ed è terminato nello scorso settembre con la rimessa in luce dell’intero porticato dipinto del Cortona. Il passo successivo, annunciato dalla Soprintendente Vodret sarà, il prossimo anno, lo “stacco” della decorazione ottocentesca da sistemare in altro luogo ripristinando così l’intera immagine delle pareti  della Galleria seicentesca. Più complesso è il problema dei tramezzi che tagliano in due punti la galleria, demolirli con possibili rischi per la statica dell’edificio o mantenerli perché ormai storicizzati? Aspettiamo il seguito alla prossima puntata.

 

novembre 2011

Roberto Filippi

 

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